Archivio | aprile 2014

Grand Budapest Hotel

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Interpreti:
Un cast fenomenale, non tanto perché può contare su interpreti di grande valore, ma per come essi siano inseriti nella trama, come fossero semplici interpreti, senza alcuna pretesa di eccellere, più simile ad una compagnia teatrale che a un cast holliwoodiano, già in altre occasioni si è potuto assistere a questo genere di scelta e io non posso che apprezzarlo. Fra tutti, comunque, mi ha divertito molto Willem Dafoe che con la sua mascella sporgente e le dita costellate di anelli tutti uguali, quasi a formare dei tirapugni, mi ha fatto tornare alla mente Squalo, scagnozzo lanciato contro J.Bond da Karl Stromberg nel film “La spia che mi amava”.

Il film:
Una commedia che sa stappare le risate al pubblico e lo fa sviluppandosi in due direzioni divergenti. Una, come nella scena della fuga dal carcere, talmente complicata e così povera di dialoghi, da avvicinarsi al cinema muto di Chaplin, l’altra, a contrapporsi nettamente, con l’estrema verbosità del protagonista, che indipendentemente dalla situazione in cui si venga a trovare, non perde occasione di fare sfoggio della propria classe, rendendo la narrazione estremamente divertente. Il tutto infine, racchiuso in una scenografia surreale che crea una sorta di illusione più simile, per semplicità, a quella del teatro che a quella di una più complessa tradizione cinematografica.
In conclusione, non ho nulla da aggiungere, andate a vederlo e fatevi due risate di qualità.

I SEGRETI DI OSAGE COUNTY

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Categoria: film drammatico…

Io personalmente mi sono fatto una gran quantità di risate, in primis per la meravigliosa e pittoresca accolta di stereotipi del Midwest, mancava solamente un suonatore di banjo seduto in veranda, stile “Un tranquillo weekend di paura”.

In secondo luogo ho osservato il film non concentrandomi solamente sulla storia, ma soffermandomi sulla scelta degli interpreti. Abbiamo la madre, Meryl Streep, che assuefatta ai farmaci, viene costretta a disintossicarsi dalla figlia maggiore, Julia Roberts, il cui marito, Ewan McGregor, visti gli antichi trascorsi “trainspottiani”, le avrebbe potuto consigliare la perfetta formula per farlo, magari con qualche oppiaceo per via rettale e un ancora più particolare Benedict Cumberbatch interprete per la tv dell’intelligentissimo e irritante Sherlock Holmes, tramutato in ingenuo e poco sveglio ragazzo di campagna.

In fine Chris Cooper lo zio, ho apprezato molto la sua interpretazione, soprattutto durante la scena del pranzo, quando tutta la famiglia si riunisce e lui, da capofamiglia, viene chiamato a recitare la preghiera, toccante nel suo intento di provarci, esilarante nel suo modo di interpretarla.

In conclusione, tralasciando la scarna sceneggiatura rivolta al drama famigliare, niente di nuovo, niente di sconvolgente, ne toccante, devo dire che mi sono divertito.