PEREZ.

locandina

Che dire, tale Edoardo De Angelis, ci mostra l’ennesima sfaccettatura di una società degradata, nel segno del “tratto da una storia vera”, tanto di moda in questo 2014.
Non che il regista ci propini il film come una storia reale, ma involontariamente lo si può pensare, trovandosi di fronte una pellicola, che mostra l’estrema crudezza, pur facendolo in modo non sempre eccessivo, di una società che si basa su principi molto lontani da quelli che la maggior parte delle persone vive quotidianamente, ma che negli ultimi anni ha suscitato tanto scalpore e curiosità.
Non aspettatevi, quindi, un qualsivoglia colpo di scena che possa cambiare in modo radicale le sorti di una pellicola all’insegna della malavita, quello che si percepisce nei primi quindici minuti vi accompagnerà inesorabilmente fino allo scadere del novantaquattresimo, che ne decreta la fine.
Detto con estrema sincerità nulla di nuovo, nulla di emozionate, nulla che colpisca nel bene o nel male.
Un unico tratto rilevante, una postilla sul finale a riempire un vuoto, quasi morale oserei dire: se dovete investire un uomo che cammina sparando all’impazzata e non volete ricorrere ad una seccante retromarcia per finirlo, ricordate di essere al volate di un SUV.

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