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AMERICAN HUSTLE

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Una divertente e appassionante escalation di situazioni surreali che giunge ad una conclusione degna delle migliori commedie criminali partorite negli USA.

Un plauso particolare va ai due protagonisti maschili. Irving, un truffatore di poco conto ma che dimostrerà avere parecchi assi nella manica, interpretato da un più che azzeccato Christian Bale, che a dispetto della sua non indifferente stazza, nonché della sua incipiente calvizie, risulta un personaggio dinamico, dotato di un sex appeal ai limiti del grottesco e Richie, interpretato da un anfetaminico Bradley Cooper, psicotico agente dell’FBI che colto da frequenti attacchi d’ira nel tentativo di fare carriera, viene coinvolto in situazioni assolutamente esilaranti. Personaggi straordinariamente congeniati per essere l’uno la spina nel fianco dell’altro, mediati da una più che degna interpretazione di Amy Adams nel ruolo della truffatrice che rende la collaborazione dei due possibile usando l’arma della seduzione.

Vorrei spendere anche due parole su “nonno” De Niro, interprete di un attempato gangster, tale Victor Tellegio, che nel film, pur essendo un personaggio di secondo piano, risulta essere il punto di non ritorno, il culmine che da il via alla fase risolutiva del film. Grande Bob, come sempre, anche se oramai troppo spesso relegato nel ruolo dell’italo americano di malaffare.

In conclusione, credo di poter dire che questo sia, nel suo genere, un ottimo film, attenzione non sto parlando di una pellicola dal finale esplosivo alla Slevin, ma di una commedia brillante, girata e interpretata in modo ineccepibile.