archivio | fantascienza RSS per la sezione

PROMETHEUS

prometheus-locandina-internazionale1

Alien VS Ridley Scott

Come da incipit, credo che l’intento di Scott, sia stato quello di distruggere definitivamente Alien, uno dei suoi più straordinari capolavori.
119 minuti di pura follia alzheimeriana, priva di un qualsiasi scopo, che non fosse quello di dare risposte a domande, che non ne necessitavano. Due ore che ricalcano in tutto e per tutto, dalla scenografia alla regia il film del 1979 con un finale che, per chiunque nei minuti finali si ritrovasse ancora nell’incertezza che si parli di Alien, lo chiarisce definitivamente, con un bel parto toracico.

Scene memorabili, che meritano di essere citate:
Alieno fuori misura, creatore della razza umana, che stacca la testa del replicante e picchia a morte, con la suddetta, l’anziano mecenate della spedizione.
Noomi Rapace e Charlize Theron che scappano da una gigantesca astronave, che schiantatasi al suolo rotola, tentando di batterla in velocità, un po’ come si vede fare a Willy il coyote.

Consiglio la visione di questo film a chiunque si sia mai chiesto: “Ma si può rovinare Alien ancor di più di quanto sia già stato fatto dai sequel?” e a chi abbia un’insana predilezione per le bionde parecchio stronze.

GRAVITY

Immagine

Hollywood, abbiamo un problema!

Ancora non capisco cosa la critica abbia potuto apprezzare di questo film, sono certo del fatto che Cuarón abbia cercato volutamente una quasi totale assenza di dialoghi e una  dilatazione pressocché estenuante del tempo, per trasmettere allo spettatore ancora maggiormente il senso di vuoto e di angoscia, ma a parte questo, lo trovo prolisso, sarebbe bastata una mezz’oretta per raccontare il tutto con dovizia di particolari, e com’era prevedibile, il finale non lascia spazio a nessuna sorpresa, d’altronde non che ci potessero essere molte alternative.

La cosa di maggior rilievo nel film è George, che simpaticamente svolazza con il suo jetpack, raccontando aneddoti da cowboy prossimo al pensionamento.

In conclusione credo di poter dire che lo spessore del film si attesti sullo stesso piano della gravità: ZERO, e che le sette statuette siano state date più per far da zavorra al modulo per il rientro in atmosfera che per il valore della pellicola.